Modello Transazionale del Coping
Lazarus, R. S. & Folkman, S. · 1984
Noto anche come: Lazarus & Folkman Coping
Il modello transazionale definisce il coping come l'insieme mutevole di sforzi cognitivi e comportamentali che una persona mette in atto per gestire le richieste valutate come gravose o eccedenti le proprie risorse. Due valutazioni guidano il processo: la valutazione primaria chiede se la situazione è minacciosa, mentre la valutazione secondaria chiede cosa si può fare al riguardo. Gli sforzi di coping si dividono broadly in strategie focalizzate sul problema, orientate alla situazione, e strategie focalizzate sull'emozione, orientate al disagio. L'affermazione chiave del modello è che nessuna delle due famiglie è intrinsecamente migliore — ciò che conta è l'adeguatezza: il coping focalizzato sul problema si adatta alle situazioni controllabili, mentre il coping focalizzato sull'emozione si adatta a quelle incontrollabili.
Modello che definisce il coping come sforzi cognitivi e comportamentali per gestire richieste valutate come gravose o eccedenti le risorse personali. Distingue strategie centrate sul problema (cambiare la situazione) e centrate sull'emozione (gestire la risposta emotiva), senza che nessuna strategia sia universalmente adattiva.
- Fonte:
- Lazarus, R. S., & Folkman, S. (1984). Stress, Appraisal, and Coping. New York: Springer.
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Prove a colpo d'occhio
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Contesto storico
Lazarus sviluppò il framework della valutazione cognitiva a partire dagli anni '60, in contrapposizione sia alla tradizione basata sugli stimoli degli eventi di vita sia alla visione psicoanalitica del coping come stile difensivo fisso. Il libro del 1984 Stress, Appraisal, and Coping consolidò l'approccio transazionale e stabilì il coping come un processo che cambia all'interno e tra i diversi episodi. Il Ways of Coping Questionnaire lo operazionalizzò, e l'inventario COPE del 1989 di Carver, Scheier e Weintraub, con il successivo Brief-COPE, affinò la tassonomia in strategie più specifiche, che rappresentano la forma più utilizzata oggi.
Costrutti
Autodistrazione
Rivolgersi ad altre attività — lavoro, intrattenimento, fantasticherie — per togliersi lo stressor dalla testa (Carver, 1997). Nel modello transazionale del coping (Lazarus & Folkman, 1984) gestisce la risposta emotiva e non la situazione, offrendo sollievo senza cambiare la richiesta.
Coping Attivo
Prendere provvedimenti concreti per rimuovere o ridurre lo stressor, concentrando gli sforzi nel fare qualcosa riguardo alla situazione (Carver, 1997). Strategia centrata sul problema nel modello transazionale (Lazarus & Folkman, 1984); si associa a minore disagio nella ricerca sull'adattamento (Carver, 1997).
Negazione
Rifiutarsi di credere che lo stressor sia reale o agire come se non fosse accaduto (Carver, 1997). Strategia di evitamento che si associa a maggiore disagio nella ricerca sull'adattamento (Carver, 1997).
Uso di Sostanze
Usare alcol o altre sostanze per sentirsi meglio o attraversare la situazione (Carver, 1997). Strategia di evitamento centrata sull'emozione; un forte affidamento su di essa è il pattern di coping più spesso indicato come meritevole di attenzione.
Supporto Emotivo
Cercare conforto, comprensione e sostegno morale da altre persone (Carver, 1997). Un uso centrato sull'emozione della propria rete sociale, distinto dal supporto strumentale, che cerca aiuto con il problema in sé.
Supporto Strumentale
Cercare consigli, informazioni o aiuto pratico da altre persone su cosa fare (Carver, 1997). La controparte centrata sul problema del supporto emotivo: la rete viene usata per agire sulla situazione, e non per sentirsi meglio al riguardo.
Disimpegno Comportamentale
Rinunciare a cercare di affrontare lo stressor o abbandonare gli obiettivi con cui interferisce (Carver, 1997). Si associa a maggiore disagio nella ricerca sull'adattamento (Carver, 1997).
Sfogo
Esprimere sentimenti negativi e sfogare le emozioni per alleviare il disagio (Carver, 1997). Strategia centrata sull'emozione: può scaricare la pressione senza, di per sé, affrontare la richiesta che l'ha prodotta.
Riformulazione Positiva
Reinterpretare la situazione in una luce più positiva, cercando qualcosa di buono in ciò che sta accadendo (Carver, 1997). Strategia di cambiamento di significato che si associa a minore disagio nella ricerca sull'adattamento (Carver, 1997).
Pianificazione
Pensare a come affrontare lo stressor e tracciare una strategia prima di agire (Carver, 1997). Strategia centrata sul problema e stretta compagna del coping attivo: una prepara l'azione, l'altra la esegue.
Umorismo
Fare battute sulla situazione o trattarla con leggerezza per ridurne il peso (Carver, 1997). Strategia centrata sull'emozione che cambia l'atteggiamento verso lo stressor, e non lo stressor in sé.
Accettazione
Accettare la realtà della situazione e imparare a conviverci (Carver, 1997). Nel modello transazionale le strategie si valutano per l'adattamento alla situazione, e non come universalmente buone o cattive (Lazarus & Folkman, 1984), e l'accettazione è la strategia rivolta a ciò che non può essere cambiato.
Religione/Spiritualità
Ricorrere a credenze e pratiche religiose o spirituali in cerca di conforto e orientamento (Carver, 1997). Può funzionare sia come sostegno emotivo sia come fonte di significato per la situazione.
Autocolpevolizzazione
Criticarsi e incolparsi per ciò che è accaduto (Carver, 1997). Si associa a maggiore disagio nella ricerca sull'adattamento (Carver, 1997), il che la distingue dall'assumersi la responsabilità come passo verso l'azione.
Strumenti
- Scala delle Strategie di Coping NOESISNOESIS2026
Test basati su questa teoria
Applicazioni pratiche
Il modello costituisce la base della formazione alla gestione dello stress e degli interventi cognitivo-comportamentali, entrambi i quali prendono di mira tanto la valutazione cognitiva quanto il comportamento. Nella ricerca sulle malattie croniche e sull'assistenza, spiega perché incoraggiare la risoluzione dei problemi può rivelarsi controproducente in situazioni genuinamente incontrollabili. Nella salute occupazionale, informa la distinzione tra interventi che modificano il lavoro e interventi che modificano il lavoratore. Per l'autoconoscenza, l'output utile è un profilo di strategie confrontato con la controllabilità, piuttosto che un singolo punteggio di efficacia del coping.
Come viene misurata
Misurato con inventari self-report (Brief-COPE e successori) che elencano strategie specifiche valutate in base all'utilizzo in una situazione o in un periodo definito; riportato come profilo di strategie, mai come un singolo punteggio di qualità del coping.
Critiche e limitazioni
La dicotomia tra coping focalizzato sul problema e coping focalizzato sull'emozione è troppo grossolana — il coping focalizzato sull'emozione raggruppa insieme strategie adattive come la rivalutazione cognitiva e strategie disadattive come la negazione e l'uso di sostanze, motivo per cui tassonomie più precise l'hanno sostituita. I questionari retrospettivi sul coping chiedono alle persone di ricordare ciò che hanno fatto, e tale ricordo è ricostruttivo e congruente con l'umore. Poiché il coping è per definizione situazionale, gli inventari di coping orientati ai tratti si conciliano difficilmente con la teoria da cui derivano. La letteratura è inoltre in larga misura correlazionale, per cui se il coping causa gli esiti o li riflette rimane spesso irrisolto.
Pubblicazioni principali
- Lazarus, R. S. & Folkman, S.. (1984). Stress, Appraisal, and Coping.
- Carver, C. S., Scheier, M. F. & Weintraub, J. K.. (1989). Assessing coping strategies: A theoretically based approach. 10.1037/0022-3514.56.2.267
- Carver, C. S.. (1997). You want to measure coping but your protocol's too long: Consider the Brief COPE. 10.1207/s15327558ijbm0401_6