Disturbi mentali comuni nelle cure primarie
Goldberg, D. P. & Huxley, P. · 1992
Conosciuta anche come: Common mental distress · SRQ framework · Minor psychiatric morbidity
Il quadro dei disturbi mentali comuni tratta le manifestazioni ansiose, depressive e somatiche come un unico campo continuo di disagio non psicotico, piuttosto che come entità diagnostiche separate. La sua giustificazione è empirica: nelle cure primarie e nei contesti comunitari questi sintomi coesistono molto più frequentemente di quanto appaiano in isolamento, i confini tra di essi sono instabili nel tempo e gli stessi determinanti sociali li predicono tutti. Questa lettura dimensionale costituisce la base degli strumenti di screening che mescolano deliberatamente elementi relativi all'umore, all'ansia e alla somatizzazione e restituiscono un unico punteggio di disagio.
Quadro di riferimento che tratta le lamentele ansiose, depressive e corporee come un unico campo invece che come diagnosi separate. È nato dallo studio collaborativo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità sull'estensione della cura della salute mentale attraverso le cure primarie, che in quattro paesi in via di sviluppo trovò circa un paziente su sette con un disturbo mentale e due terzi di loro non riconosciuti dal personale che li stava visitando. La risposta fu smettere di chiedere quale disturbo e cominciare a chiedere se ci sia disagio, in un linguaggio che un operatore sanitario generico potesse usare senza formazione specialistica. Da questo impianto discendono due cose. Le lamentele corporee entrano nella misura invece di restarle accanto, perché in gran parte del mondo il disagio arriva come mal di testa, sonno cattivo e stomaco chiuso prima di arrivare come una parola sull'umore. E non c'è una soglia universale: ciò che conta come caso probabile dipende dalla lingua, dalla popolazione e dallo scopo dello screening, quindi un numero qui è una posizione su un continuum di disagio, mai una diagnosi.
- Fonte:
- Harding, T. W., de Arango, M. V., Baltazar, J., Climent, C. E., Ibrahim, H. H. A., Ladrido-Ignacio, L., Murthy, R. S., & Wig, N. N. (1980). Mental disorders in primary health care: a study of their frequency and diagnosis in four developing countries. Psychological Medicine, 10(2), 231-241. Beusenberg, M., & Orley, J. (compilers) (1994). A User's Guide to the Self Reporting Questionnaire (SRQ). Geneva: World Health Organization. WHO/MNH/PSF/94.8.
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Le evidenze in sintesi
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Queste valutazioni sintetizzano la letteratura pubblicata sulla teoria, non la qualità di un singolo test costruito su di essa. Sono giudizi editoriali basati sulle fonti elencate sotto e cambiano man mano che le evidenze si accumulano.
Contesto Storico
Il General Health Questionnaire di Goldberg nel 1972 ha stabilito questo approccio, e il suo lavoro con Huxley nel corso degli anni Ottanta e dei primi anni Novanta ha sviluppato il modello dei percorsi verso la cura, descrivendo i filtri tra il disagio comunitario e il trattamento specialistico. Parallelamente, l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha sviluppato il Self-Reporting Questionnaire negli anni Settanta per l'uso nei paesi a basso e medio reddito dove gli specialisti psichiatrici erano scarsi, validandolo in numerosi paesi. Questa tradizione ha anticipato di decenni l'attuale movimento dimensionale e transdiagnostico nella nosologia psichiatrica.
Costrutti
Disagio mentale comune
Disagio non psicotico letto come un unico campo invece che smistato in diagnosi: umore basso, preoccupazione e tensione, e le lamentele del corpo che di solito arrivano con loro (mal di testa, sonno cattivo, poco appetito, digestione difficile, mani che tremano, stanchezza che non passa). Il costrutto esiste perché nell'assistenza sanitaria generale le due metà arrivano insieme e separarle costa più informazione di quanta ne renda. È uno stato legato a una finestra recente, non un tratto, e non ha una soglia universale: quante lamentele facciano un caso probabile dipende dalla lingua, dalla popolazione e da ciò per cui si fa lo screening.
Strumenti
- Questionario di autovalutazione, 20 item(SRQ-20)Harding, T. W., et al. (development, 1980); Beusenberg, M., & Orley, J. (compilers of the user's guide, 1994); World Health Organization1994
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Applicazioni Pratiche
Questi strumenti rappresentano gli strumenti standard delle indagini sulla salute mentale di comunità a livello mondiale, in particolare in contesti privi dell'infrastruttura clinica richiesta dai colloqui diagnostici, e supportano modelli di task-shifting in cui operatori non specialisti effettuano lo screening e le segnalazioni. Vengono utilizzati in medicina del lavoro per stimare il carico di disagio nelle forze lavorative e nella ricerca sui determinanti sociali. Il quadro di riferimento sostiene inoltre la progettazione di cure a gradini, che assegna l'intervento in base alla gravità piuttosto che all'etichetta diagnostica.
Come Viene Misurata
Elementi di autovalutazione della presenza di sintomi relativi all'umore, all'ansia e alle manifestazioni somatiche in un arco temporale recente, sommati in un unico punteggio di disagio; le soglie devono essere validate localmente e non sono universali.
Critiche e Limiti
L'assenza di un cutoff universale rappresenta una limitazione reale, non una questione tecnica: le soglie ottimali variano sostanzialmente per paese, lingua, sesso e contesto, pertanto un punteggio risulta ininterpretabile senza una validazione locale, e gran parte dei dati di prevalenza pubblicati applica soglie mutuate da altri contesti. L'aggregazione di sintomi ansiosi, depressivi e somatici in un unico punteggio elimina distinzioni clinicamente rilevanti. Gli elementi somatici in particolare assumono significati diversi tra le culture, dove l'espressione corporea del disagio varia nella sua accettabilità normativa. Lo screening inoltre identifica il disagio senza alcuna garanzia che esistano capacità di trattamento sufficienti per farvi fronte.
Pubblicazioni Chiave
- Goldberg, D. P. & Huxley, P.. (1992). Common Mental Disorders: A Bio-social Model.
- Goldberg, D. P. & Williams, P.. (1988). A user's guide to the General Health Questionnaire.
- Mari, J. J. & Williams, P.. (1985). A comparison of two psychiatric screening questionnaires. 10.1192/bjp.148.1.23