Modello multidimensionale dell'empatia
Davis, M. H. · 1983
Noto anche come: Davis empathy model · IRI framework
Il modello di Davis tratta l'empatia non come una capacità unitaria, ma come quattro costrutti separabili che condividono per caso lo stesso nome: assunzione di prospettiva (la tendenza cognitiva ad adottare il punto di vista altrui), preoccupazione empatica (sentimenti di simpatia e compassione orientati verso gli altri), disagio personale (ansia autocentrata in risposta alla sofferenza altrui) e fantasia (la tendenza a identificarsi con i personaggi della narrativa). La prova decisiva della separazione è che la preoccupazione empatica e il disagio personale predicono comportamenti d'aiuto opposti: la preoccupazione promuove l'assistenza, il disagio promuove la fuga dalla situazione.
Modello che tratta l'empatia non come un tratto unico ma come un insieme di costrutti distinti seppur collegati (Davis, 1980, 1983): due cognitivi — l'assunzione di prospettiva, la tendenza ad adottare il punto di vista di un'altra persona, e la fantasia, la tendenza a trasporsi con l'immaginazione nei sentimenti e nelle azioni di personaggi di finzione — e due affettivi — la preoccupazione empatica, sentimenti di simpatia rivolti all'altro in difficoltà, e il disagio personale, ansia e imbarazzo rivolti a sé di fronte alla sofferenza altrui. Le dimensioni variano in modo indipendente e correlano in misura disuguale, con il disagio personale che tipicamente va in direzione opposta alle altre: per questo il modello prescrive un profilo di letture separate e nessun punteggio composito di empatia.
- Fonte:
- Davis, M. H. (1980). A multidimensional approach to individual differences in empathy. JSAS Catalog of Selected Documents in Psychology, 10, 85. Davis, M. H. (1983). Measuring individual differences in empathy: Evidence for a multidimensional approach. Journal of Personality and Social Psychology, 44(1), 113-126.
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Contesto storico
La ricerca sull'empatia negli anni Sessanta e Settanta era divisa tra una tradizione cognitiva, che la trattava come un'inferenza accurata della prospettiva altrui, e una tradizione affettiva, che la concepiva come emozione vicaria, con ciascun fronte che utilizzava misurazioni considerate non valide dall'altro. Il lavoro di Davis del 1980 e del 1983 sull'Interpersonal Reactivity Index risolse l'impasse in modo empirico piuttosto che argomentativo: costruì uno strumento multi-scala che copriva entrambe le tradizioni e dimostrò che le sottoscale avevano correlati distinti. Il programma sperimentale parallelo di Batson sull'ipotesi empatia-altruismo fornì le prove comportamentali che la preoccupazione e il disagio divergono.
Costrutti
Assunzione di Prospettiva
La tendenza cognitiva a ricostruire come appare una situazione dal punto in cui si trova l'altra persona, con le sue informazioni e i suoi interessi (Davis, 1980). È la dimensione del modello che più si comporta come un'abilità: migliora con la pratica deliberata e costa uno sforzo che si tende a saltare quando si è stanchi o certi di avere ragione.
Fantasia
La tendenza a trasporsi con l'immaginazione nei sentimenti e nelle azioni di personaggi di finzione in libri, film e opere teatrali (Davis, 1980). Cognitiva e non affettiva nel modello, e meno banale di quanto sembri: lo stesso meccanismo che fa sì che un romanzo si prenda un'intera serata è quello che serve a simulare vite mai vissute.
Preoccupazione Empatica
Sentimenti di simpatia, tenerezza e protezione rivolti all'altro di fronte a persone in difficoltà (Davis, 1980). È la dimensione affettiva puntata verso l'esterno, verso l'altra persona, e la più vicina a ciò che il linguaggio quotidiano chiama buon cuore.
Disagio Personale
Ansia e disagio rivolti a sé di fronte alla sofferenza di un'altra persona (Davis, 1980). Si legge diversamente dalle altre tre: un punteggio alto non significa più empatia, significa che la vista del dolore fa scattare l'allarme dell'osservatore stesso, e l'energia se ne va nel gestire quella reazione prima di poter andare a chi è in difficoltà. Nel modello di riferimento questa dimensione tende a correlare negativamente con le altre: per questo non esiste un punteggio composito di empatia.
Strumenti
- Scala Multidimensionale dell'Empatia NOESISNOESIS2026
Test basati su questa teoria
Applicazioni pratiche
La lettura quadridimensionale viene utilizzata nella formazione in ambito sanitario e assistenziale, dove l'obiettivo pratico è un'elevata preoccupazione empatica combinata con un basso disagio personale — il profilo associato all'aiuto continuato piuttosto che al burnout e al ritiro. Nella ricerca evolutiva e clinica, le sottoscale differenziano condizioni che un punteggio unico di empatia confonderebbe: i deficit nella presa di prospettiva e i deficit nella preoccupazione empatica hanno implicazioni diverse. Nei contesti di autoconoscenza, il modello spiega un'esperienza comune: essere sopraffatti dal dolore altrui non equivale a essere in grado di aiutare.
Come viene misurata
Misurato con uno strumento Likert auto-somministrato (IRI: 28 item) che produce quattro punteggi di sottoscala riportati separatamente; un punteggio totale di empatia non viene calcolato poiché le sottoscale hanno correlati opposti.
Critiche e limitazioni
Lo statuto della sottoscala della fantasia come componente dell'empatia è controverso; essa correla maggiormente con l'apertura mentale e l'assorbimento immaginativo che con gli esiti prosociali, e molti ricercatori la escludono. La presa di prospettiva auto-riferita correla debolmente con le misure di prestazione relative all'accuratezza effettiva nell'inferire gli stati altrui, pertanto la sottoscala cognitiva potrebbe misurare la motivazione o il concetto di sé piuttosto che la capacità. Lo strumento ha più di quarant'anni e la sua formulazione è invecchiata; alcuni item fanno riferimento a situazioni che non risultano più naturali. La preoccupazione empatica è inoltre socialmente desiderabile e tende a gonfiarsi in qualsiasi contesto valutativo.
Pubblicazioni principali
- Davis, M. H.. (1983). Measuring individual differences in empathy: Evidence for a multidimensional approach. 10.1037/0022-3514.44.1.113
- Davis, M. H.. (1980). A multidimensional approach to individual differences in empathy.
- Batson, C. D., Fultz, J. & Schoenrade, P. A.. (1987). Distress and empathy: Two qualitatively distinct vicarious emotions with different motivational consequences. 10.1111/j.1467-6494.1987.tb00426.x